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KANT
Metodo
Il metodo di Kant nasce
nell’ambito dell’illumismo tedesco e della
filosofia di Wolf. Kant riprende il metodo
wolfiano della ragion fondante, secondo
cui la ragione deve procedere fondando ad
ogni passo i suoi concetti, cioè
dimostrandone la possibilità logica e un
concetto è logicamente possibile quando
non ha contraddizioni interne (es: Dio è
un concetto possibile): la possibilità di
cui parla Wolf è puramente logica e
formale, basata sul principio di non
contraddizione e di identità: qualsiasi
cosa astratta è un principio solido (es:
Dio, triangolo, anima…). Kant inizialmente
aderisce a questo metodo ma quando si
accosta all’empirismo inglese si rende
conto che in realtà l’assenza di
contraddizioni interne non è sufficiente
perché un concetto sia per noi possibile:
per l’uomo un concetto è possibile solo se
si riferisce a un oggetto dell’esperienza:
l’anima per noi non è più un concetto
possibile; il limite della conoscenza
dell’uomo anche per Kant è l’esperienza,
che è un limite intrinseco alla modalità
di funzionamento della nostra
intelligenza. Kant abbandona la
definizione di metafisica come scienza dei
possibili in quanto possibili:
metafisica=scienza dei limiti dell’uomo.
Questo nuovo metodo di Kant si riferisce
sia alla conoscenza sensibile che a quella
intellettuale.
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