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KANT
Critica della ragion pura
Nella critica della ragion pura Kant parte
dalla filosofia di Hume.
Il risultato filosofico di Hume è che ogni
nostro sapere è assolutamente probabile.
Se poi ci addentriamo nel mondo della
metafisica il nostro sapere è addirittura
chimerico. Kant dice che un sapere certo
esiste ed è la scienza matematica della
natura di Newton. Sicuramente i contenuti
della metafisica sono chimerici, ma è
reale la tensione dell’uomo verso la
metafisica, perché l’uomo cerca
continuamente di addentrarsi in questo
campo noi dobbiamo:
1. dimostrare che il fondamento della
fisica di Newton è vero
2. capire cosa spinge l’uomo verso la
metafisica
Dobbiamo erigere un tribunale difronte a
cui la ragione fondi il proprio sapere,
giustifichi le sue certezze e spieghi le
sue tensioni verso la metafisica. Kant
dice che sicuramente ogni nostra
conoscenza comincia con l’esperienza,
infatti la nostra conoscenza deriva
dall’esperienza, ma dalla ragione il modo
con cui ordina e unifica questa materia:
dall’esperienza deriva la materia, ma la
ragione la modella.
Conoscenza : sintesi di materia e forma.
La materia è costituita dalle intuizioni
sensibili, cioè da ciò che viene
dall’esperienza. La forma è il modo con
cui noi la unifichiamo: la forma, che è il
modo di operare della nostra ragione, è
quindi a priori rispetto alla materia,
cioè né è indipendente pur non
precedendola: perché se non c’è la materia
da unificare non c’è neanche la funzione
unificante, che però non deriva dalla
materia ma dalla nostra ragione.
Forma:funzione unificante e ordinatrice
Per Kant la nostra conoscenza universale è
fatta da giudizi sintetici a priori.
Sintetici cioè che sono accrescitivi della
conoscenza e a priori perché valgono a
priori cioè sono universali e indipendenti
dall’esperienza, ma non la precedono.
(Newton a priori non poteva pensare la
legge di gravitazione universale se prima
non avesse visto svolgersi dei fatti che
lui poi ha sintetizzato).
Per sapere qual è l’elemento che
giustifica la nostra conoscenza dobbiamo
analizzare l’elemento a priori della
nostra conoscenza, cioè quell’elemento che
è indipendente dall’esperienza, ma non la
precede.
Per giustificare la conoscenza universale
bisogna analizzare il modo in cui
conosciamo le forme.
La critica della ragion pura si
distinguerà in:
• Dottrina degli elementi
• Dottrina del metodo
Sono dottrine trascendentali perché non
riguardano la conoscenza ma le sue
condizioni perché se dobbiamo giustificare
la validità universale della conoscenza
dobbiamo vedere qual è questo elemento a
priori, non ci interessa la materia.
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Trascendente |
Ciò
che sta al di là dell’esperienza, e
che quindi non la riguarda |
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Immanente |
Ciò
che sta dentro (per Kant è
l’intuizione sensibile) |
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Trascendentale |
Ciò
che riguarda le condizioni della
nostra conoscenza, cioè gli elementi
puri a priori, cioè quegli elementi
che sono indipendenti dall’esperienza,
ma non la precedono, cioè derivano da
un’ altra fonte, non dall’esperienza,
ma ci sono solo quando c’è
l’esperienza |
La prima conseguenza dell’aver definito
gli atti conoscitivi come giudizi
sintetici a priori è che per l’uomo
l’oggetto della conoscenza è sempre solo
il fenomeno. Se la conoscenza è una
sintesi tra il dato dell’intuizione
sensibile e il modo in cui unifichiamo il
dato, l’oggetto non può che essere il
fenomeno, non l’oggetto in se ma quello
come appare ai nostri modi (l’oggetto
della conoscenza è il dato come appare
alla nostra mente e da essa elaborata);
l’intelletto dell’uomo è un intelletto che
pensa ordina e unifica, non sarà mai un
intelletto che intuisce e crea, perché per
operare avrà sempre bisogno di un dato:
così Kant ha trovato la giustificazione
del problema gnoseologico attraverso la
rivoluzione copernicana, perché non
potendo giustificare l’attività
conoscitiva ipotizzando che fosse l’uomo a
doversi adattare alla realtà, all’oggetto
in sé, ha ipotizzato che fosse l’oggetto
ad adattarsi ai modi con cui l’uomo lo
conosce: l’oggetto è fenomeno il che non
vuol dire che sia un miraggio, è l’oggetto
così come realmente appare a noi, trova la
sua giustificazione nel nostro modo di
operare mentalmente: come Copernico per
descrivere il funzionamento dei cieli ha
dovuto ipotizzare che non fosse lo
spettatore a stare fermo e i cieli a
girargli intorno, ma fosse lui che girava
intorno al sole, allo stesso modo Kant,
non potendo giustificare la conoscenza,
ipotizzando che fossimo noi a doverci
adattare alle cose, ma ha dovuto
ipotizzare che fossero le cose a doversi
adattare al nostro modo di conoscere: la
conoscenza si fonda sul nostro modo di
conoscere. Possiamo spiegarci il titolo
CRITICA DELLA RAGION PURA, cioè la ricerca
del fondamento che giustifica la
conoscenza tramite gli elementi puri cioè
tramite la forma della nostra ragione che
però funziona solo quando le viene dato un
contenuto che acquista un valore
universale perché noi lo manipoliamo così
e non c’è modo di manipolarlo altrimenti.
Kant affronta la critica trascendentale
degli elementi a priori
della conoscenza, che si divide in due
parti.
1.ESTETICA TRASCENDENTALE che ha per
oggetto gli elementi puri a priori della
conoscenza sensibile (estetica = io sento)
2.LOGICA TRASCENDENTALE che studia gli
elementi puri a priori della conoscenza
intellettuale. È divisa a sua volta in:
-ANALITICA TRASCENDENTALE che studia il
corretto uso degli elementi puri a priori
e produce conoscenza.
-DIALETTICA TRASCENDENTALE che studia
l’uso non corretto che la ragione fa degli
elementi puri: metafisica, cioè quando la
ragione tenta di superare i limiti
dell’esperienza (critica alla metafisica
tradizionale).
Dottrina trascendentale del metodo in cui
Kant esemplifica la parte applicativa di
quanto ci ha detto nella parte teorica. Il
compito di Kant è di fare un analisi
critica delle condizioni della nostra
conoscenza.
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