|
Thomas Hobbes
Vissuto durante la prima rivoluzione
inglese, Hobbes si pose come scopo quello
di ideare un modello politico in grado di
garantire la sicurezza a tutti gli uomini
del suo stato.
• La concezione del diritto e dell’uomo.
Allo stato di natura l’uomo è
completamente libero; non ha nessun limite
se non quelli oggettivi dati dai limiti
delle sue forze. Non esiste nessuna
giustizia oggettiva né diritto
inalienabile: tutti i valori li abbiamo
creati noi. Il diritto dell’uomo su tutte
le cose si estende fin là dove riesce ad
esercitare il suo potere. Nonostante
l’uomo sia dotato di un’intelligenza
razionale, è per natura portato agli
egoistici interessi personali ed al
conflitto con gli altri. Hobbes ritiene
che tutti gli uomini allo stato di natura
siano tante individualità in guerra tra
loro. "Homo homini lupus" (Plauto): il
lupo è, come l’uomo, portato a combattere
i suoi stessi simili. Contrariamente a
Bodin, che poneva al centro della società
la famiglia, per Hobbes la cellula di ogni
possibile vivere sociale è solo
l’individuo; questa concezione è tipica
della cultura della nuova classe borghese.
• Il patto sociale. Lo stato di natura è
il peggiore che si possa immaginare:
l’uomo vive solo con il continuo rischio
di una morte violenta. Per far sì che
l’uomo esca da questa condizione è
necessario che tutti gli uomini si
accordino tra loro per costituire una
società, regolata da leggi in grado di
sostituirsi al diritto dello stato di
natura. Tutti gli uomini devono conferire
tutto il proprio potere e la propria forza
ad un uomo che possa ridurre tutti i loro
voleri ad un volere solo. Questo è più che
un consenso o un accordo: è una reale
unificazione di tutti in una sola persona,
che verrà dotata di così tanta forza che
con il terrore sarà capace di disciplinare
la volontà di tutti e di garantire pace e
sicurezza. Il fine del patto sociale, per
cui si effettua questa sottomissione, è la
sicurezza.
• Il Leviatano. Con questo nome si indica
colui che detiene il potere sovrano su
tutti gli uomini. Egli non è vincolato dal
patto, e non è giudicabile da nessuno.
Egli è dotato di tutti i diritti ed è
l’unico che può concederli ai cittadini.
Tutta la forza dei singoli è concentrata
nelle sue mani; utilizzando come crederà
opportuno questa forza garantirà a tutti i
sudditi di vivere in sicurezza, essere
uguali di fronte alla legge di utilizzare
al meglio la ricchezza. Il Leviatano ha un
solo dovere: mantenere intatto il suo
potere. I cittadini saranno di fatto
svincolati dal patto sociale se il
Leviatano non sarà in grado di preservare
la sua sovranità. Hobbes è consapevole che
questa situazione può degenerare; ritiene
però che questo pericolo sia di gran lunga
minore di tutti pericoli che l’uomo corre
in una situazione diversa.
• La libertà. Con il patto sociale i
cittadini si sono spogliati di ogni
diritto che possedevano in natura. Essi
sono liberi in tutto ciò in cui il
Leviatano li lascia liberi;
Ragionevolmente, interverrà solo in quei
casi in cui verrà limitata la sicurezza
dello stato. E’ pertanto mantenuta intatta
la cosiddetta "libertà innocua" cioè tale
da non recare pericolo alla pace. I
sudditi possono quindi concludere
contratti commerciali, scegliere dove
risiedere, come alimentarsi, quale
mestiere esercitare e come educare i
propri figli senza che il Leviatano faccia
valere la sua autorità. Questo non vale
per la libertà di culto, che è
pericolosissima per il mantenimento della
pace; pertanto, il potere spirituale è
subordinato a quello del Leviatano.
• I tipi di governo. Vi sono tre forme di
governo, a seconda che il potere sia
detenuto nelle mani di uno (monarchia), in
una parte ristretta di cittadini
(aristocrazia), o in tutta la popolazione
(democrazia); va ricordato che per Hobbes
il potere deve essere sempre mantenuto
unito nelle mani di un solo uomo di una
sola assemblea.
Nonostante le posizioni di Hobbes sembrino
conciliarsi con le tendenze assolutistiche
dell’epoca, i suoi contemporanei
favorevoli alla monarchia assoluta
accolsero poco favorevolmente la sua
opera; il fatto è che costoro non volevano
rinunciare a credere che il re fosse tale
per diritto divino. Oltre a ciò, la
visione di Hobbes, fondata su un gioco
dinamico di forze, non lasciava spazio a
sentimenti e valori. Il Leviatano di
Hobbes, piuttosto che un uomo è lo Stato
stesso. Le sue teorie non sono per altro
patrimonio esclusivo dell’assolutismo
monarchico, ma si adattano bene a
qualsiasi regime in cui tutto il potere
sia concentrato nelle mani dello stato.
Anche se prenderanno posizioni molto
diverse, tutti i grandi teorici politici
successivi saranno attenti lettori delle
opere di Hobbes.
|