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Sviluppo triadico. Lo
spirito
a. Tesi: Si pone;
b. Antitesi: Si sposta in qualcos’altro
(alienazione);
c. Sintesi: Torna su di sé arricchito dal
movimento della posizione b).
Vero-falso. La verità è il risultato di un
processo di conoscenza passato per il
falso.
Noto e conosciuto. Noto significa
conoscere qualcosa per quello che è, nella
sua fissità. Conosciuto vuol dire:
comprendere di qualcosa sia il suo
carattere statico che quello dinamico.
Strumento della ricerca filosofica. Mentre
per Kant era l’intelletto per Hegel è la
ragione.
Coscienza:
• Coscienza sensibile: il soggetto
percepisce l’oggetto nella sua
immediatezza, senza riflettere su di esso
e senza interpretarlo tramite concetti.
L’oggetto è distinto dall’oggetto, ma
certezza e verità coincidono
• Percezione: il soggetto distingue gli
oggetti che percepisce tramite dei
concetti astratti. Per distinguere il
particolare l’oggetto ricorre a un
concetto universale. In questa fase ogni
ente della realtà viene identificato
rispetto agli altri attraverso un
meccanismo di affermazione negazione.
• L’intelletto: la percezione entra in
crisi quando non riesce a comprendere
tramite la semplice mediazione del
concetto universale i legami tra gli enti
della natura. Supera questa crisi e quindi
riesce a comprendere la dinamica delle
forze che regolano il mondo quando
comprende di essere parte della natura. A
questo punto la coscienza è divenuta
autocosciente.
Autocoscienza:
• Il servo padrone: quando un uomo
incontra un altro uomo, viene colto dalla
volontà di essere riconosciuto dall’altro
uomo come autocoscienza. Questo vuol dire
che entrambi cercano di negarsi a vicenda
e di sottomettere l’altro inserendolo nel
proprio sistema di relazioni di cui sono
il centro. In questa lotta ciascuno deve
essere disposto a rischiare la morte per
essere riconosciuto dall’altro. Chi non
accetta di rischiare la propria morte
assume la posizione del servo,
riconoscendosi come coscienza dipendente
da quella del proprio padrone. Il padrone
utilizza questa dipendenza facendo
compiere un lavoro al posto suo. In questa
maniera inconsciamente il padrone si trova
a dipendere dal servo in quanto non può
avere un rapporto con la natura se non
attraverso la mediazione del servo, ma
nemmeno il servo per ora comprende il
proprio potere.
• Stoicismo: il servo ha imparato a
riconoscere nel lavoro la via per una
nuova forma di libertà e quindi a superare
il proprio rapporto di dipendenza dal
signore. Questa libertà però è
semplicemente formale e sarà incapace di
dominare la realtà effettiva del mondo
finché non si astrarrà da esso.
• Scetticismo: il pensiero entra in
rapporto diretto con la realtà effettiva
del mondo e dell’esperienza e scopre che
non c’è alcun tipo di certezza. Si accorge
che l’unica certezza possibile è in se
stesso quindi esalta la libertà assoluta
della soggettività.
• Coscienza infelice: la coscienza
scettica comprende la profonda
contraddizione che è in se stessa e che
consiste nel negare tutto ciò che è
estraneo alla soggettività fino a negare
se stessa: questo genera l’infelicità. La
coscienza che ora si percepisce come
finita, aspira ad ancorare se stessa ad un
assoluto che è concepito come estraneo
alla coscienza. La figura della coscienza
infelice è tipica delle coscienze
religiose ebraica e cristiana che
ritengono che l’uomo sia un essere finito
di fronte ad un Dio finito.
• La ragione: La coscienza infelice
comprende che è impossibile comprendere se
stessa restando entro i limiti di se
stessa, allora immagina che ci sia un
principio originario a fondamento del
mondo; la differenza tra se e la vita, tra
se e Dio, tra se e la natura, non è
affatto radicale, ma è espressione
dell’assoluto.
• Nella seconda parte della fenomenologia
viene considerato il dispiegarsi dello
"spirito" nel mondo. Le tappe fondamentali
di questo dispiegamento sono: la civiltà
del mondo greco romano cui segue il
passaggio verso il mondo moderno i cui
momenti decisivi sono: la crisi
dell’illuminismo e della rivoluzione
francese; la concezione morale del mondo
annunciata dall’idealismo di Kant e Fichte;
la fenomenologia della "religione"
(naturale, artistica, rivelata)- ultima
tappa
• Il sapere assoluto: Coincidenza perfetta
tra sapere e verità. Il sapere è proprio
dell’uomo. Seguendo il percorso tracciato
dalla Fenomenologia il sapere coinciderà
con la verità, che invece è oggettiva ed è
insita nell’assoluto. La verità è
l’intero.
• La coscienza comune.: Il sapere
posseduto da tutti gli uomini. La
coscienza comune è un pensiero assoluto
che non sa ancora di esserlo. Compito del
filosofo è renderla consapevole di questa
coincidenza.
Enciclopedia delle scienze filosofiche
Vi è differenza marcata tra la
fenomenologia e l’enciclopedia: la prima
ha come centro la coscienza comune e segue
la sua elevazione a spiriti, a coscienza
filosofica. La seconda presuppone che lo
spirito sia già dall’inizio in possesso
del sapere assoluto. Proprio per questa
ragione Hegel si è posto il problema di
dove cominciare la trattazione; infatti
tutti gli argomenti dell’enciclopedia sono
tutti punti di un unico cerchio e sono
legati reciprocamente gli uni a gli altri
(processo dialettico circolare). Hegel
sceglie arbitrariamente di cominciare a
trattare dell’elemento più astratto per
giungere all’elemento più concreto.
Astratto-concreto. Hegel da un particolare
significato alle parole astratto e
concreto. Ogni elemento è presentato come
concreto se viene descritto mediante le
relazioni che ne descrivono la natura; al
contrario è presentato come astratto
quando viene compreso isolatamente. In
estrema sintesi l’astratto è il finito, il
concreto l’infinito (la verità).
Vero e l’intero. Il vero è l’intero. Ma
l’intero è soltanto l’essenza che si
completa mediante lo sviluppo. Per
apprendere la verità dell’essere bisogna
ricostruirlo nella sua totalità
sistematica e organica. Solo attraverso la
complessità dell’intero è possibile
giungere alla verità; il punto di vista
giusto per cogliere la verità delle cose è
l’interezza. Non è possibile arrivare alla
verità con le parti.
• Scienza della logica: studia l’assoluto
come soggetto (=idea), indipendente
rispetto alla natura.
• Filosofia della natura: studia
l’assoluto come oggetto. Cioè materia
priva di coscienza e indipendente rispetto
la pensiero.
• Filosofia dello spirito: studia
l’assoluto come sintesi dei due momenti
dell’idea e della natura.
a. Filosofia dello spirito soggettivo:
Studia lo sviluppo della coscienza
individuale, ossia dell’uomo come persona
singola. Sviluppo che viene seguito fino
alla piena consapevolezza da parte
dell’individuo della propria finitezza.
b. Filosofia dello spirito oggettivo:
Studia l’insieme delle relazioni esteriori
al singolo individuo che costituiscono lo
sviluppo della sua vita (famiglia ,
società civile e stato). Anche lo spirito
oggettivo a uno sviluppo triadico in cui
la tesi è il diritto (=imposizione
all’individuo di leggi che sono
espressione della volontà generale che
rendono possibile la vita di relazione).
L’antitesi è la moralità (= insieme delle
leggi interiori della coscienza che
determinano l’agire del singolo) e la
sintesi è l’eticità (= coincidenza tra le
norme esteriori del diritto e le norme
interiori della moralità).
• La famiglia: E’ la prima istituzione
dell’eticità. Il suo elemento coesivo è
l’amore, che si eleva a spirito diventando
il fondamento di un’istituzione della
quale i membri accettano le regole.
• La società civile: E’ il secondo
dell’eticità, ossia quell’insieme di
istituzioni nelle quali l’individuo può
entrare in relazioni con gli latri uomini
sulla base del proprio interesse. Proprio
per questo la società civile rimane un
momento conflittuale.
• Lo stato: E’ la sostanza etica
consapevole di sé, riunione del principio
della famiglia e della società civile. Lo
stato è garante dell’eticità ed è lui a
permettere l’esistenza della famiglia e
della società civile: lo stato è realtà
concreta, l’individuo realtà astratta.
• Filosofia dello spirito assoluto:
Considera l’assoluto nella sua piena
totalità. Esistono tre percorsi di
comprensione dello spirito: l’arte, la
religione, la filosofia; ma soltanto
quest’ultima può effettivamente arrivare
al sapere assoluto, perché solo essa
utilizza lo strumento di conoscenza
adeguato all’oggetto da conoscere: la
razionalità dialettica. Il limite
dell’arte è costituito dal fatto che essa
riesce a cogliere lo spirito assoluto
soltanto attraverso le formule della
sensibilità e la mediazione
dell’intuizione (la bellezza è verità
espressa solo in modo intuitivo e non può
rendere ragione nell’infinito dispiegarsi
del mondo nei suoi passaggi dialettici).
La religione opera attraverso la
mediazione della rappresentazione,
costituita dall’immagine di un Dio
personale che trascende il mondo. Alla sua
morte ci sono state due diverse
interpretazioni della filosofia di Hegel
riguardo religione: la destra hegelliana
la ritiene il più alto tentativo compiuto
in età moderna di spiegare alla ragione
umana il mistero del divino e del suo
rapporto col mondo; invece la sinistra
hegellina la ha interpretata come una
concezione atea, perché considera la
rappresentazione di Dio una visione
imperfetta della verità dello spirito, e
dunque da abbandonare
• Filosofia della storia: La storia è la
storia della vita dello spirito, lo studio
del suo dispiegamento nel tempo che lo
porta a realizzarsi (= diventare conscio
di se stessi). La storia dell’individuo è
di quasi nessuna importanza rispetto al
movimento del tutto. Ciò che interessa a
Hegel è la storia universale (=movimento
complessivo di civiltà e di popoli che
pervengono a coscienza di sé come
spirito). I grandi personaggi storici non
hanno fatto la storia, ma in essi è
vissuto lo spirito e ha utilizzato il loro
agire per il proprio obbiettivo
universale. La storia è razionale, a
dispetto della sua apparente insensatezza,
perché in essa l’idea si dispiega.
Lineamenti di filosofia del diritto.
Ciò che è reale è razionale e ciò che è
razionale è reale.
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