Neverstop.it Studenti in Movimento

| Convenzioni |  Staff Forum  |  Pubblicità  |  Bookmark  Contatti  |  Studenti in movimento sul sito 5


Torna nella Nostra Home

La Facoltà di Giurisprudenza


La Facoltà di Economia


La Facoltà di Lingue


La Facoltà di Scienze Politiche


La Facoltà di Farmacia


Le scuole Superiori







  Scuola --> Greco
 

                                        La tragedia
La tragedia assume queste caratteristiche: viene a mancare sia un legame tra attori e spettatori, sia un dio che s’impone e detta le regole da seguire, l'individualismo viene esasperato. Per questi motivi la tragedia diviene uno sfoggio di erudizione.

Abbiamo solo due autori, Alessandro Etolo e Licofone, famoso per la tragedia "Alessandra", narrazione in 1400 versi di tutte le profezie di Cassandra (quasi tutte sbagliate). Riscontriamo anche nella tragedia l'attenzione per personaggi umili, quali servi e nutrici.

                                         Menandro
Fu il principale esponente della commedia nea, che stravolse completamente i canoni della commedia arcaia e della commedia mesa; per certi aspetti il suo concetto di filanqropia, principale caratteristica delle sue commedie, è confrontabile con l'humanitas di Terenzio. Segnò la linea di demarcazione fra la cultura del 1V° secolo e l'ellenismo e ripose nell'uomo una fiducia illimitata, rifiutando nel contempo la religione ufficiale.

 La filanqropia (simile all'humanitas latina) è la principale caratteristica della commedia di Menandro; il concetto di filia non è nuovo nella letteratura greca (basti pensare al fortissimo legame di amicizia esistente tra Patroclo e Achille) e riguardava un forte sentimento di unione tra due persone che si riproponevano i medesimi obiettivi. In Menandro la filanqropia diventa un cercare di capirsi con gli altri uomini, un sentimento di amicizia non circoscritto a due persone ma allargato a tutti gli uomini; e qui è evidente il parallelismo con Terenzio ("homo sum: humanum nihil a me alienum puto"). Mentre però Terenzio rivolge la sua humanitas ad una ristretta élite di persone, Menandro concepisce la filanqropia rivolta a tutti- gli uomini ("com’è cosa gradita per l'uomo essere uomo, qualora l'uomo sia veramente tale"). Tutti gli uomini sono uguali, sia il nobile cittadino sia l'umile servo; quest’aspetto anticipa l'uguaglianza promossa dal Cristianesimo.

Le commedie menandree ci presentano un uomo profondamente complesso psicologicamente, specchio della reale complessità esistente nel rapporto tra uomo e natura. Tutti gli uomini sono presenti nelle commedie di Menandro, con una particolare attenzione all'uomo borghese, il quale non può che comportarsi in modo morale conformemente ai canoni della cultura ellenistica. Questo dà origine al perbenismo, tipica chiave di lettura di tutte le commedie di Menandro. In ogni situazione troviamo un atteggiamento di ironico rispetto verso gli altri, rispetto che spesso sottintende una velata condanna ma che è manifestazione del dovere di rientrare nei canoni ellenistici, che prevedevano un assoluto rispetto del modus vivendi altrui. Perbenismo quindi sia nel nostro significato positivo che negativo del termine. L'uomo di Menandro, infatti, deve rispettare i dettami della sua società conservando sempre le apparenze. Ciò è innovativo per la cultura greca. Questo rispetto si traduce in un sorriso benevolo nei confronti dell'agire umano (anziché nel riso sguaiato di Aristofane, nelle cui commedie l'unico punto di contatto tra realtà e fantasia era rappresentato dalla politica), con una serenità che esclude la tristezza esacerbata e sfumando tutti i sentimenti anche nelle situazioni in cui la realtà spinge l'uomo alla tristezza. Lo scavo psicologico dei personaggi (tropos) è profondo ma non completo, a causa appunto del perbenismo. Menandro ripone nell'uomo una fiducia pressoché illimitata, rifiutando la religione ufficiale; egli vede un pericolo per l'uomo nel fatto che esso dipenda troppo da se stesso e dalla propria razionalità. Questa visione, pur contraddetta dall'uso di scrivere commedie, lo porta ad introdurre il concetto di tuch, che limita la possibilità dell'uomo di cambiare la realtà, ma che non corrisponde ad una divinità, poiché non guida l'uomo secondo un andamento logico (nell'Ellenismo era possibile dare ogni possibile risposta sul divino). Questa limitatezza dell'agire umano si rispecchia nel fatto che le commedie contengono un susseguirsi di azioni che s’incastrano tra loro, facendo sì che non tutto dipenda dall'uomo e consentendo allo stesso tempo lo scavo psicologico. Le commedie di Menandro finiscono tutte in maniera positiva, con una certa contentezza per l'uomo. Questo avviene per due motivi: la necessità di rispettare le regole della commedia e la fiducia estrema che Menandro ripone nella bontà umana dell'uomo. A far sì che le sue opere finiscano sempre bene provvede il perbenismo, chiave di lettura di tutto l'Ellenismo e tipico della borghesia del tempo.
pagina successiva

 
 

 

ImboGAMES Vendita Videogames Console Accessori. Sconto 5% sul preorder dei videogames Click Here

 

 

 





  



Link Giuridici


Link Università



Il Tuo Spondor qui? contattaci

| Disclaimer | Pubblicità | © copyright Neverstop.it  2001-2010  | Linkiamoci | Realizzazione  |

OkSpot.net - Pubblicita popunder