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L’ellenismo
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a. C.: muore Alessandro Magno e il suo
sconfinato impero viene diviso fra i suoi
generali; si vengono a creare numerosi
regni di varie dimensioni, ma accomunati
dalla stessa lingua, il greco della koinh
dialektos. Tra loro s’instaura una fitta
rete di scambi commerciali e su questo
nuovo assetto politico si sviluppa una
nuova cultura; questa cultura verrà
chiamata Ellenismo.
Regno di Macedonia: il più stabile dei
regni ellenistici, perché mancava la
contrapposizione tra l'aristocrazia,
classe dominante, ed il popolo, dualismo
tipico della maggior parte degli altri
regni. Vi regnò la dinastia degli
Antigonidi. Il cammino verso l'acculturamento
fu molto lineare e conseguenza della
stabilità politica, favorita anche dal
fatto di essere lo stato originario
d’Alessandro Magno.
Regno di Pergamo: al
centro dell'attuale Turchia, era piccolo
ma ricco di miniere d'argento. Vi regnò la
dinastia degli Attalidi, ma questa si
esaurì ben presto. L'ultimo re, Attalo III,
fu molto lungimirante; prevedendo che il
suo regno sarebbe stato diviso tra gli
stati confinanti, lo lasciò in eredità a
Roma. Infatti, il regno di Pergamo fu
l’unico a non essere stato conquistato dai
Romani. A questo riguardo, va rilevato che
l'unico autore greco a capire che la
Grecia doveva cedere il passo a Roma fu
Polibio, che scrisse un’opera (le Storie)
in cui esaltava la grandezza di Roma e
della sua costituzione.
Regno di Siria: i
Seleucidi controllavano una vasta zona,
corrispondente più o meno alle attuali
Siria, Giordania e Palestina. L'economia,
erede di quella fenicia, era basata sui
commerci marittimi.
Regno d’Egitto:
politicamente visse un dualismo
fortissimo, favorito dalla sua posizione
geografica di pressoché totale isolamento;
il faraone, appartenente alla dinastia dei
Tolomei, era considerato un dio vivente,
non un semplice imperatore, e veniva
appoggiato dall’unica casta istruita,
quella dei sacerdoti, mentre le masse
popolari erano totalmente tagliate fuori
dal potere politico e da buona parte di
quello economico. In seguito ad una fitta
rete di scambi commerciali via terra e
soprattutto via mare, Alessandria (il
porto principale) divenne la città più
importante dell'ellenismo. Il resto
dell'Egitto rimase in una condizione
d’isolamento e d’arretratezza, sempre
tenuto sotto stretto controllo dalla mano
del faraone. Da un punto di vista
culturale, di tutto l'Egitto solo la città
d’Alessandria fu interessata
dall'ellenismo, ed anzi ne divenne uno dei
poli più importanti, in quanto fu sempre
proiettata verso il mare e verso gli
scambi commerciali (l’Egitto era un grande
esportatore di frumento) e culturali con
gli altri regni ellenistici.
Una fitta rete di scambi commerciali
accrebbe il potere economico delle singole
città e favorì il fenomeno
dell'urbanesimo; in quest'epoca avviene la
nascita della borghesia, nuovo ceto
emergente creato da bottegai arricchitisi
grazie al commercio. Questi fatti portano
gli artisti ad interessarsi delle classi
umili: lo vediamo nelle tragedie
(pullulano servi e nutrici tra i
personaggi), in architettura (dove si
afferma lo stile Corinzio, che si applica
solo alle colonne, le quali consentono una
maggiore visibilità rispetto ai pilastri)
e in scultura.
Mentre nella Grecia classica, dove si
erano sviluppati governi democratici ed
era permessa ogni libertà di pensiero ed
espressione, esisteva il concetto della
libertà di ogni cittadino di potersi
acculturare a spese dello stato, nella
cultura ellenistica i dotti rivolgono la
loro opera non agli studenti, ma solo ad
altri, pochi dotti. I monarchi
ellenistici, infatti, non avevano nessun
interesse a incoraggiare la diffusione
della cultura nei vari strati della
popolazione, ed era assolutamente vietato
ai dotti trattare di politica. Per la
prima volta per i Greci la politica veniva
scissa dalla cultura. Per l'età
ellenistica si può parlare esclusivamente
di centri, isolati dal resto della nazione
e in fitta comunicazione tra di loro.
Nell'Ellenismo l'oggetto dello studio si
modifica, e l'interesse per la scienza
comincia a differenziarsi da quello per la
filosofia; cominceranno ad essere eseguiti
studi scientifici fini a se stessi,
slegati da convinzioni filosofiche. Atene
diventa il principale centro della
filosofia e Alessandria quello della
scienza. La filosofia trova il suo campo
di interesse nella morale dell'uomo, e
nascono le due correnti filosofiche dello
Stoicismo e dell'Epicureismo; laqe biwsas
(=vivi di nascosto) dicevano gli Epicurei,
portatori di una filosofia prettamente
soggettiva e contrapposti agli Stoici, che
propugnavano un cosmopolitismo coagulato
dal logos, fiamma presente in ogni uomo. I
rapporti tra Atene ed Alessandria si
guastarono ben presto, essendo Atene molto
invidiosa dell'importanza culturale di
Alessandria. Ad Atene si sviluppò solo una
filosofia di taglio moralistico (Epicuro e
gli Stoici) e non più la ricerca
all'interno dell'uomo.
Dal punto di vista pratico gli autori si
staccano dal mondo esterno e si dedicano
ad una ricerca interiore da un lato,
dall'altro studiano le idee provenienti da
altri paesi, sviluppando un pensiero
cosmopolita. Callimaco, padre
dell'Ellenismo, abbraccia non solo tutti i
generi letterari, ma anche entrambe le
correnti di pensiero; infatti gli autori
non si specializzano su un genere
specifico, ma abbracciano più di un genere
e più di un ideale, sempre restando però
esclusi dalla politica.
Tutti i temi letterari vennero trattati
nell'Ellenismo; anzi, questo periodo vide
nascere un nuovo genere letterario: il
romanzo. Il tema amoroso vide la
distinzione tra elegia ed epigramma;
l'elegia, che precedentemente era usata
per trattare vari temi (bellica, gnomica,
amorosa, quotidiana, politica),
nell'Ellenismo si sofferma prettamente sul
quotidiano, in quanto l'amore viene ad
inglobare tutti gli argomenti e non rimane
settorializzato. Gli autori si dedicarono
indifferentemente a cantare l'amore
provato nei confronti della propria donna
o quello nel confronti del mito, ma anche
questo secondo caso viene approfondito
come il primo perché l'autore cerca di
immedesimarsi nel mito. L'amore cantato è
un amore vero, reale, scavato in tutti i
sensi e contrapposto al sentimento del
dolore. L'amore viene codificato in eros
(passione d'amore), imeros (amore in senso
generale) e poqos (desiderio d'amore).
Anche per il dolore ci sarà un'attenta
analisi di tutte le possibili sfumature.
I personaggi, in ogni genere letterario,
vengono analizzati tutti nella loro
interezza e non più visti solo in funzione
del protagonista (come accadeva nella
cultura classica). Fu in questo periodo
che nacque il concetto di arte per l'arte;
l'opera letteraria è concepita in piena
libertà e non è scritta con lo scopo di
diffondere un messaggio. Lo stile è, per
l'appunto, molto curato; l'autore riversa
tutta la sua attenzione ad una cura
formale volta alla perfezione, facendo
sfoggio non di cultura, ma di erudizione
(avviene per questo motivo un recupero dei
miti minori ed una ricerca delle
particolarità di quelli famosi). Molte
opere ellenistiche saranno da leggere in
quanto perfette dal punto di vista
formale, ma totalmente prive di contenuti.
Tuttavia non tutte queste opere d'arte
sono sterili perché il lettore è libero di
scegliere linee di interpretazione a suo
piacimento. In quest'epoca nasce il libro.
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