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LE
SCIENZE
• Scienze teoretiche (metafisica, fisica,
matematica): hanno per oggetto il
necessario (ciò che non può essere diverso
da così com'è), hanno come scopo la
conoscenza disinteressata del vero
• Scienze pratiche e poietiche: hanno per
oggetto il possibile e si dividono in: 1)
Scienze pratiche (etica, politica): agire
individuale e collettivo, 2) scienze
poietiche (arti belle, tecniche):
produzione di opere o oggetti
LA METAFISICA
È la filosofia che indaga le strutture
profonde e le cause ultime del reale, A.
la chiama filosofia prima e ne da 4
definizioni: 1) m. studia le cause e i
principi primi, 2) studia l'essere in
quanto essere, 3) studia la sostanza, 4)
studia Dio e la sostanza immobile. A. ha
insistito maggiormente nella maturità sul
2), m. non ha per oggetto una realtà
particolare ma la realtà in generale.
Matematica ha per oggetto l'essere come
quantità, fisica come movimento,
metafisica in quanto tale (studia
caratteristiche universali che strutturano
e. come tale e quindi tutto l'e. e ogni e.)
I SIGNIFICATI DELL'ESSERE
Aristotele raccoglie in una tavola i
significati dell'essere: a) l'essere come
accidente; b) l'essere come categorie; c)
l'essere come vero; d) l'essere come atto
e potenza.
Categorie = caratteristiche fondamentali e
strutturali dell'essere: la sostanza, la
qualità, la quantità, la relazione,
l'agire, il subire, il dove, il quando,
l'avere (lo stato) e il giacere (l'essere
in una certa situazione).
Categoria + importante = sostanza perché
tutte le categorie la presuppongono. È il
polo unficante e centro di riferimento
delle categorie. Termine essere = no
univoco (avente un medesimo significato),
no equivoco e no omonimo: non ha né un
significato né tanti significati
completamente diversi, ma ha tanti
significati uniti da un comune riferimento
alla sostanza.
LA SOSTANZA
È l'individuo concreto che funge da
soggetto reale di proprietà e logico di
predicati. Sogg. Sostanziale = ente
autonomo (= ha vita propria). Sostanze = i
portatori di qualità . l'essere è un
insieme di sostanze e di qualità di tali
sotanze.
Ogni sostanza forma un sinolo (= unione di
forma + materia). Forma = la sua natura
propria, la struttura che rende quella
cosa quello che è, è l'elemento attivo e
determinante del sinolo, è la
sostanzialità della sostanza (= ciò che fa
sì che un individuo sia quello che è).
Materia = il materiale che compone quella
cosa, il sostrato del suo divenire,
elemento passivo e determinato,
strutturato dalla forma.
Sostanza = essere dell'essenza (= cosa
esistente, sinolo) e essenza dell'essere
(= natura della cosa, forma).
STRUTTURA DELL'ESSERE: a) sostanza (forma
essenziale di una cosa, struttura fissa e
immutabile che la definisce), b) accidenti
(qualità, quantità che può avere o non
avere, senza per questo cessare di essere
quella determinata cosa).
Ogni cosa = sostanza, sostanze
differiscono tra di loro non in quanto
sostanze ma per caratteri diversi della
sostanza.
Tutte le scienze studiano la sostanza
quindi hanno lo stesso valore e la stessa
dignità.
LE 4 CAUSE
Conoscenza e scienza consistono nel
rendersi conto della causa delle cose,
cioè del perché di una cosa, che può
essere diverso, perciò ci sono 4 cause:
1. causa materiale = la materia, ciò di
cui una cosa è fatta e che rimane nella
cosa
2. causa formale = la forma, l'essenza
necessaria della cosa
3. causa efficiente = ciò che dà inizio al
mutamento o alla quiete, ciò che origina
la cosa
4. causa finale = scopo della cosa
CRITICA DELLE IDEE PLATONICHE
• idee platoniche = natura o essenza di
ogni cosa, forma. Stanno fuori delle cose
o separate da esse, non si capisce come
possano essere causa di esse. Il principio
delle cose non può che risiedere nelle
cose stesse. Al posto delle idee
(paradigmi trascendenti delle cose), A.
pone le forme (strutture immanenti degli
individui).
• Platonismo: la natura delle cose è fuori
dalle cose. Le idee devono essere in
numero maggiore degli oggetti sensibili e
di tutti i loro modi o caratteri che
possono essere raccolti sotto un unico
concetto. Le idee sono inutili doppioni
che complicano ciò che devono rendere
comprensibile.
• Argomento del terzo uomo:
moltiplicazione delle idee all'infinito
(uomo sensibile - idea essenza di uomo -
essenza dell'essenza - essenza
dell'essenza dell'essenza...).
• Idee = immobili, quindi non spiegano il
movimento delle cose sensibili.
LA DOTTRINA DEL DIVENIRE
Il divenire esiste (= fatto), come deve
essere pensato (= problema). Parmenide
diceva che il divenire è impensabile,
poiché implicherebbe il passaggio
dall'essere al non-essere, comportando
l'esistenza del nulla. A. ribatte che il
divenire sarebbe irrazionale e irreale se
consistesse nel passaggio dall'essere al
non-essere e viceversa: tale passaggio è
impossibile, perché dal nulla, nulla può
venir fuori e l'essere non può mai cadere
nel nulla. Il divenire non implica un
passaggio dal non-essere all'essere ma un
passaggio da un certo tipo di essere ad un
altro tipo. L'unica realtà è l'essere e il
divenire è solo una modalità dell'essere.
Principi che scandiscono il divenire =
materia, privazione e forma o potenza e
atto (è la stessa cosa).
Potenza = possibilità da parte della
materia di assumere una determinata forma
(stessa definizione della materia)
Atto = realizzazione congiunta di tale
capacità (stessa definizione della forma)
Privazione = punto di partenza del
divenire, materia come privazione di una
certa forma (il punto di arrivo è l'atto)
Atto ha una priorità gnoseologica,
cronologica ed ontologica nei confronti
della potenza, perché costituisce la
causa, il senso e il fine della potenza.
La conoscenza della potenza presuppone la
conoscenza dell'atto. L'atto è
temporalmente prima della potenza. La
potenza è la predeterminazione
dell'attuale ed esprime una necessità, è
una possibilità a senso unico. La
necessità costituisce la modalità
fondamentale dell'essere e il suo
principale strumento interpretativo.
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